No ball, no game!

No ball, no game!

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Ripartire!
Questa è la parola simbolo dell’epoca pandemica che stiamo attraversando, questo il desiderio e la richiesta di chiunque, al di la dell’ambito o del contesto in cui incastoniamo questo termine. Ed è proprio da una necessità di ripartenza che, in piena fase di lockdown, troviamo la genesi di un macchinario destinato a modificare la percezione di sicurezza di tutti gli sport in cui il pallone è protagonista. Nata da un’intuizione di Ferencz Bartocci, General Manager del Derthona Basket e stella di bronzo CONI al merito sportivo, l’idea ha trovato immediatamente una sponda imprenditoriale in Alberto Baesso, project leader Way Point, ed una ingegneristica in Nicola Trivellin, docente e ricercatore all’Università degli Studi di Padova. La voglia e il desiderio di tornare a praticare sport in tutta sicurezza ha messo immediatamente in moto i meccanismi di progettazione e creazione che hanno permesso, in pochissimi mesi, di ideare, costruire e testare questo nuovo macchinario capace di eliminare al 99,99%, come stabilito dagli studi scientifici del Dipartimento di Microbiologia Molecolare dell’Università degli Studi di Padova, qualsiasi contaminazione, anche da Covid-19, attraverso l’irradiazione in pochi secondi di raggi UV-C in ambiente a chiusura stagna. Alla riapertura della macchina, attualmente programmata per 60 secondi di irradiazione, i palloni sono pronti per tornare in campo completamente sanificati e sicuri. Un prodotto che vuole garantire il rispetto dell’ambiente, quindi ecologico e non inquinante. Il consumo di energia elettrica necessario per il funzionamento è minimo e la durata dei LED è stimata per una sanificazione di 180.000 palloni. Inoltre il fatto che non vengano usati gel o altri prodotti liquidi si è al sicuro da eventuali reazioni allergiche da contatto con i palloni.